Ai nuovi Senatori e Deputati eletti dalla Sardegna nel Parlamento nazionale

 

La Conferenza Episcopale Sarda nel suo messaggio riporta l’augurio e le speranze ai nuovi Senatori e Deputati eletti dalla Sardegna nel Parlamento nazionale. Con un cordiale saluto ed augurio ci rivolgiamo ad ognuno di voi che, per il voto popolare, avete ricevuto l’onore e la responsabilità di contribuire, con dedizione e sapienza, alla crescita del nostro Paese, a partire dalle nostre popolazioni, nella ricerca del bene comune per tutti. Nelle recenti elezioni politiche abbiamo sperato in una partecipazione alle urne più numerosa da parte dei cittadini sardi […] Confidiamo che questo nostro messaggio di saluto e di augurio e queste nostre considerazioni possano essere da voi accolte come segno di una sincera volontà di dialogo e di collaborazione e possano esservi utili per una responsabile azione a servizio del bene comune di tutto il nostro popolo. Messaggio dei Vescovi Sardi

 

Matrimonio e famiglia sono il futuro della Chiesa e della società

Cari Prelati Uditori,

vi saluto cordialmente, ad iniziare dal Decano, che ringrazio per le sue parole. Insieme con voi saluto gli officiali, gli avvocati e tutti i collaboratori del Tribunale Apostolico della Rota Romana. Vi auguro ogni bene per l’Anno giudiziario che oggi inauguriamo.

Oggi vorrei riflettere con voi su un aspetto qualificante del vostro servizio giudiziale, cioè sulla centralità della coscienza, che è nello stesso tempo quella di ciascuno di voi e quella delle persone dei cui casi vi occupate. Infatti, la vostra attività si esprime anche come ministero della pace delle coscienze e richiede di essere esercitata in tutta coscienza, come bene esprime la formula con la quale le vostre Sentenze vengono emanate ad consulendum conscientiae o ut consulatur conscientiae.

In ordine alla dichiarazione di nullità o validità del vincolo matrimoniale, voi vi ponete, in certo senso, come esperti della coscienza dei fedeli cristiani. In questo ruolo, siete chiamati ad invocare incessantemente l’assistenza divina per espletare con umiltà e misura il grave compito affidatovi dalla Chiesa, manifestando così la connessione tra la certezza morale, che il giudice deve raggiungere ex actis et probatis, e l’ambito della sua coscienza, noto unicamente allo Spirito Santo e da Lui assistito. Grazie alla luce dello Spirito vi è dato, infatti, di entrare nell’ambito sacro della coscienza dei fedeli. È significativo che l’antica preghiera dell’Adsumus, che veniva proclamata all’inizio di ogni sessione del Concilio Vaticano II, si reciti con tanta frequenza nel vostro Tribunale.

L’ambito della coscienza è stato molto caro ai Padri degli ultimi due Sinodi dei Vescovi, ed è risuonato in modo significativo nell’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitiaCiò è derivato dalla consapevolezza che il Successore di Pietro e i Padri sinodali hanno maturato circa l’impellente necessità di ascolto, da parte dei Pastori della Chiesa, delle istanze e delle attese di quei fedeli i quali hanno reso la propria coscienza muta e assente per lunghi anni e, in seguito, sono stati aiutati da Dio e dalla vita a ritrovare un po’ di luce, rivolgendosi alla Chiesa per avere la pace della loro coscienza.

La coscienza assume un ruolo decisivo nelle scelte impegnative che i fidanzati devono affrontare per accogliere e costruire l’unione coniugale e quindi la famiglia secondo il disegno di Dio. La Chiesa, madre tenerissima, ut consulatur conscientiae dei fedeli bisognosi di verità, ha ravvisato la necessità di invitare quanti operano nella pastorale matrimoniale e famigliare ad una rinnovata consapevolezza nell’aiutare i fidanzati a costruire e custodire l’intimo santuario della loro coscienza cristiana. In proposito, mi piace rimarcare che nei due Documenti in forma di motu proprio, emanati per la riforma del processo matrimoniale, ho esortato a istituire l’indagine pastorale diocesana così da rendere non solo il processo più sollecito, ma anche più giusto, nella dovuta conoscenza di cause e motivi che sono all’origine del fallimento matrimoniale. D’altra parte, nell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, sono stati indicati percorsi pastorali per aiutare i fidanzati ad entrare senza paure nel discernimento e nella scelta conseguente del futuro stato di vita coniugale e familiare, descrivendo nei primi cinque capitoli la straordinaria ricchezza del patto coniugale disegnato da Dio nelle Scritture e vissuto dalla Chiesa nel corso della storia.

È quanto mai necessaria una continua esperienza di fede, speranza e carità, perché i giovani tornino a decidere, con coscienza sicura e serena, che l’unione coniugale aperta al dono dei figli è letizia grande per Dio, per la Chiesa, per l’umanità. Il cammino sinodale di riflessione sul matrimonio e la famiglia, e la successiva Esortazione apostolica Amoris laetitia, hanno avuto un percorso e uno scopo obbligati: come salvare i giovani dal frastuono e rumore assordante dell’effimero, che li porta a rinunciare ad assumere impegni stabili e positivi per il bene individuale e collettivo. Un condizionamento che mette a tacere la voce della loro libertà, di quell’intima cella – la coscienza appunto – che Dio solo illumina e apre alla vita, se gli si permette di entrare.

Quanto è preziosa e urgente l’azione pastorale di tutta la Chiesa per il recupero, la salvaguardia, la custodia di una coscienza cristiana, illuminata dai valori evangelici! Sarà un’impresa lunga e non facile, che richiede a vescovi e presbiteri di operare indefessamente per illuminare, difendere e sostenere la coscienza cristiana della nostra gente. La voce sinodale dei Padri Vescovi e la successiva Esortazione apostolica Amoris laetitia hanno così assicurato un punto primordiale: il necessario rapporto tra la regula fidei, cioè la fedeltà della Chiesa al magistero intoccabile sul matrimonio, così come sull’Eucaristia, e l’urgente attenzione della Chiesa stessa ai processi psicologici e religiosi di tutte le persone chiamate alla scelta matrimoniale e familiare. Accogliendo gli auspici dei Padri sinodali, ho già avuto modo di raccomandare l’impegno di un catecumenato matrimoniale, inteso come itinerario indispensabile dei giovani e delle coppie destinato a far rivivere la loro coscienza cristiana, sostenuta dalla grazia dei due sacramenti, battesimo e matrimonio.

Come ho ribadito altre volte, il catecumenato è per sé unico, in quanto battesimale, cioè radicato nel battesimo, e al tempo stesso nella vita necessita del carattere permanente, essendo permanente la grazia del sacramento matrimoniale, che proprio perché graziaè frutto del mistero, la cui ricchezza non può che essere custodita e assistita nella coscienza dei coniugi come singoli e come coppia. Si tratta in realtà di figure peculiari di quell’incessante cura animarum che è la ragion d’essere della Chiesa, e di noi Pastori in primo luogo.

Tuttavia, la cura delle coscienze non può essere impegno esclusivo dei Pastori, ma, con responsabilità e modalità diverse, è missione di tutti, ministri e fedeli battezzati. Il Beato Paolo VI esortava alla «fedeltà assoluta per salvaguardare la “regula fidei”» (Insegnamenti XV [1977], 663), che illumina la coscienza e non può essere offuscata e scardinata. Per fare ciò – dice ancora Paolo VI – «occorre evitare gli estremismi opposti, sia da parte di chi si appella alla tradizione per giustificare la propria disobbedienza al supremo Magistero e al Concilio ecumenico, sia da parte di quanti si sradicano dall’humus ecclesiale corrompendo la genuina dottrina della Chiesa; entrambi gli atteggiamenti sono segno di indebito e forse inconscio soggettivismo, quando non sia purtroppo di ostinazione, di caparbietà, di squilibrio; posizioni queste che feriscono al cuore la Chiesa, Madre e Maestra» (Insegnamenti XIV[1976], 500).

La fede è luce che illumina non solo il presente ma anche il futuro: matrimonio e famiglia sono il futuro della Chiesa e della società. È necessario pertanto favorire uno stato di catecumenato permanente, affinché la coscienza dei battezzati sia aperta alla luce dello Spirito. L’intenzione sacramentale non è mai frutto di un automatismo, ma sempre di una coscienza illuminata dalla fede, come il risultato di una combinazione tra umano e divino. In questo senso, l’unione sponsale può dirsi vera solo se l’intenzione umana degli sposi è orientata a ciò che vogliono Cristo e la ChiesaPer rendere sempre più consapevoli di ciò i futuri sposi, occorre l’apporto, oltre che dei vescovi e dei sacerdoti, anche di altre persone impegnate nella pastorale, religiosi e fedeli laici corresponsabili nella missione della Chiesa.

Cari giudici della Rota Romana, la stretta connessione tra l’ambito della coscienza e quello dei processi matrimoniali di cui quotidianamente vi occupate, chiede di evitare che l’esercizio della giustizia venga ridotto a un mero espletamento burocratico. Se i tribunali ecclesiastici cadessero in questa tentazione, tradirebbero la coscienza cristiana. Ecco perché, nella procedura del processus brevior, ho stabilito non solo che sia reso più evidente il ruolo di vigilanza del Vescovo diocesano, ma anche che egli stesso, giudice nativo nella Chiesa affidatagli, giudichi in prima istanza i possibili casi di nullità matrimoniale. Dobbiamo impedire che la coscienza dei fedeli in difficoltà per quanto riguarda il loro matrimonio si chiuda ad un cammino di Grazia. Questo scopo si raggiunge con un accompagnamento pastorale, con il discernimento delle coscienze (cfr Esort. ap. Amoris laetitia, 242) e con l’opera dei nostri tribunali. Tale opera deve svolgersi nella sapienza e nella ricerca della verità: solo così la dichiarazione di nullità produce una liberazione delle coscienze.

Rinnovo a ciascuno la mia gratitudine per il bene che fate al popolo di Dio, servendo la giustizia. Invoco la divina assistenza sul vostro lavoro e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.

 

Papa Francesco : Udienza al Tribunale della Rota Romana in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario – 29 Gennaio 2018

 

Cei. Dal 22 al 24 gennaio si riunisce il Consiglio permanente

I vescovi si confronteranno sul tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e su una proposta per l’Assemblea Straordinaria a novembre.

Con la prolusione del cardinale Gualtiero Bassetti si apre lunedì 22 gennaio, alle 17 (diretta su Tv2000 e chiesacattolica.it), la sessione invernale del Consiglio episcopale permanente. I lavori si svolgeranno a Roma fino a mercoledì 24, presso la sede della Cei (Circonvallazione Aurelia, 50).

I vescovi si confronteranno, innanzitutto, sul tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e su una proposta per l’Assemblea Straordinaria a novembre. All’ordine del giorno anche una proposta sul contributo delle Chiese alla pace nel Mediterraneo; il confronto sulla posizione delle strutture sanitarie cattoliche in seguito alla legge sulle Dat e sull’idoneità diocesana in vista del concorso per gli insegnanti di Religione Cattolica; una valutazione sugli esiti della Settimana Sociale di Cagliari, dedicata al lavoro, e sulle modalità con cui darvi continuità.

Saranno messi a tema, infine, il percorso per l’approvazione della terza edizione del Messale Romano e l’introduzione nella liturgia della nuova versione del Padre Nostro.

(fonte Avvenire)

Legge sulle DAT incostituzionali? A cura dell’ Avv. Oscar Manca

Il disegno di legge in questione, in primis, tratta del rapporto medico–paziente, descritto singolarmente come l’incontro tra due autonomie. Tale rapporto è, invero, asimmetrico: v’è un soggetto portatore di un bisogno e un medico che può provare a rispondere con scienza e coscienza.

In secondo luogo, de facto, introduce la possibilità che un paziente venga lasciato morire, non certo dignitosamente, di fame e di sete, qualificando come “trattamenti sanitari” la nutrizione e l’idratazione artificiale. Questi, fino ad oggi, erano considerati come “sostentamento vitale di base”, in quanto delle “procedure assistenziali non costituiscono atti medici solo per il fatto che sono messe in atto inizialmente e monitorate periodicamente da operatori sanitari” (Comitato Nazionale Bioetica, anno 2005).

Per quanto attiene ai minori d’età o agli incapaci, il consenso al trattamento sanitario è rifiutato dal genitore o dal tutore, “nel pieno rispetto della sua dignità”. Tale concetto non è strettamente giuridico, è piuttosto labile, si presta ad una pluralità di interpretazioni, come testimonia la storia del XX secolo.

Infine, il d.d.l. tratta delle “DAT”: in previsione di una propria futura incapacità, è possibile esprimere il proprio consenso o il rifiuto ai trattamenti sanitari. Tuttavia, si vorrebbe equiparare un consenso/dissenso attuale, informato, specifico, univoco a quello virtuale, futuro, disinformato proprio poiché espresso dinanzi ad un quadro non ancora compiuto di eventi.

Il medico è descritto quale esecutore di ogni volontà del paziente, eppure la professione è definita da scopi specifici, e si può ben discutere che tra questi ci sia anche il dare o facilitare la morte del paziente.

 

Incontro informativo sulla Legge del Testamento Biologico (DAT)

Incontro informativo sulla Legge del Testamento Biologico (DAT)
rivolto agli operatori della Curia Diocesana di Cagliari

Martedì 9 gennaio presso la sala Benedetto XVI alle ore 11, si è tenuto un primo incontro rivolto agli operatori degli uffici pastorali della curia diocesana, sul tema della Legge recentemente approvata dal Senato sul testamento biologico dal titolo: “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”. Ha partecipato all’incontro l’Arcivescovo di Cagliari e Presidente della CES, S. E. Mons. Arrigo Miglio, il quale ha rivolto un saluto ai partecipanti e ha lodato l’iniziativa finalizzata a conoscere la Legge nel confronto con quanto la dottrina della Chiesa ha sempre ribadito nella continuità del Magistero ecclesiale. L’incontro ha visto come relatori alcuni esperti nelle scienze giuridiche e mediche ed è stato moderato dal Prof. don Paolo Sanna Docente di Bioetica alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Hanno partecipato come relatori esperti l’avv. Oscar Manca, il Prof. dr. Giuseppe Castello, medico e docente della Pontificia Facoltà Teologica, e il dr. Luigi Cadeddu, medico presso il 118 della ASL. Dopo le tre relazioni con le quali è stata presentata la Legge sotto molteplici angolature, i partecipanti hanno rivolto ai relatori le proprie domande evidenziando alcune perplessità sulla conformità della Legge al dettato costituzionale, sul diritto alla tutela della vita e della salute del pazienze, sull’obiezione di coscienza e sul protocollo di emergenza, temi che appaiono affrontati in modo non esaustivo e quantomeno controverso dalla legge in questione. L’incontro si è concluso con l’auspicio di iniziare una serie di incontri tematici sul fine-vita rivolti ad un uditorio più ampio, coinvolgendo esperti giuristi e medici, per permettere a tutti la giusta informazione nel pieno rispetto della salvaguardia della libertà di pensiero per tutti i cittadini, ma soprattutto nel pieno rispetto del valore intangibile della vita umana e della sua dignità.

Comunicato Stampa Conferenza Episcopale Sarda

Il 5 dicembre c.m. la Conferenza Episcopale Sarda, radunata in seduta ordinaria presso il Centro di Spiritualità “N.S. del Rimedio” in Donigala Fenughedu, sotto la Presidenza di Monsignor Arrigo Miglio, ha affrontato diverse questioni riguardanti la Facoltà Teologica della Sardegna, il Seminario Regionale, l’accorpamento degli Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero.
In apertura di riunione, Monsignor Arrigo Miglio, ricordando la recente 28^ Settimana Sociale dei Cattolici Italiani tenutasi a Cagliari nei giorni 26-29 ottobre u.s., sottolinea le numerose testimonianze di vivo apprezzamento per l’organizzazione e per l’accoglienza ricevute da parte dei partecipanti, vescovi, sacerdoti e laici. Di particolare rilievo, ha sottolineato, il percorso di preparazione fatto non solo dalla Diocesi di Cagliari ma da tutta la Regione Ecclesiastica, soprattutto con i sei seminari di studio, i cui risultati sono confluiti nel lavori dell’importante assise. Si tratta di una preziosa eredità per il futuro, sia in termini di contenuti e di prospettive pastorali, sia per la qualità dei delegati provenienti dalle diverse Diocesi sarde. Sono un prezioso gruppo di lavoro che potrà tornare utile per future iniziative volte ad individuare e promuovere anche in Sardegna buone pratiche di lavoro.
Proseguendo la riflessione sulla lingua sarda nella Liturgia, ripresa con decisa e unanime volontà dei Vescovi da oltre un anno, si è fatto il punto sullo stato attuale dei lavori portati avanti da un’Associazione di esperti, d’intesa con la Conferenza Episcopale Sarda. Ad essi era stato affidato il compito di predisporre la traduzione dei testi dell’ordinario della Santa Messa (le parti fisse), e una decina di parti proprie relative alle feste del Signore, della Madonna e dei Santi. Una buona parte di tali testi è stata già predisposta nella variante campidanese e in quella logudorese, alcuni altri devono essere ancora completati. Tali testi verranno esaminati e valutati da una commissione presieduta da Monsignor Ignazio Sanna, vescovo delegato per la Liturgia, e composta da alcuni specialisti nelle materie interessate, Liturgia, Sacra Scrittura, Linguistica sarda. Tale commissione riferirà alla Conferenza, prima che questa approvi e inoltri alla Santa Sede la richiesta di un’approvazione ad experimentum.
La decisa accelerazione data alla questione dalla Conferenza Episcopale risponde a un’esigenza diffusa nella Regione e dall’imput a suo tempo dato dal Concilio Plenario Sardo. Naturalmente l’ultima parola spetterà alla Santa Sede, l’autorità suprema in questa come nelle questioni di maggior peso della Chiesa. La Conferenza si farà interprete della fiduciosa speranza dei fedeli sardi.
Nel corso della seduta la Conferenza ha proceduto anche al conferimento della delega per due importanti settori pastorali al nuovo arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba: quella della Cultura e delle Comunicazioni sociali, finora ricoperta da Monsignor Paolo Atzei, e quella per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso finora ricoperta da monsignor Roberto Carboni.
Inoltre:
– Don Ignazio SERRA dell’Arcidiocesi di Oristano, è stato nominato incaricato regionale per il Turismo
– Don Giorgio LISCI, della Diocesi di Ales-Terralba, nuovo incaricato regionale per la Pastorale della Salute
– Don Giulio MADEDDU, dell’Arcidiocesi di Cagliari, consulente ecclesiastico della sezione sarda dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI).

 

Il segretario della CES

+ Sebastiano Sanguinetti

Il messaggio dei Vescovi sardi per la Settimana sociale dei cattolici (Cagliari 26-29 ottobre)

 

 In occasione della prossima Settimana sociale dei cattolici italiani, che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre, i vescovi sardi – riuniti in assemblea nei giorni 2 e 3 ottobre, hanno rivolto alle comunità dell’Isola il messaggio che pubblichiamo.

MESSAGGIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SARDA

PER LA 48ma SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI

Siamo ormai prossimi alla celebrazione della “48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani”, sul tema «Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale».

Essa si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre, e ciò sollecita noi cattolici della Sardegna a riflettere con ancor più attenzione sul significato del lavoro e sulle modalità con cui viviamo i grandi e complessi problemi ad esso collegati.

Noi Vescovi, per la responsabilità pastorale verso le nostre Chiese, vogliamo perciò richiamare tutti a non perdere questa occasione: anche noi possiamo contribuire ad “aprire processi” (EG 222-225) positivi utili a  superare i problemi spesso drammatici del mondo del lavoro e ad affrontare con speranza le prospettive future.

Non è la prima volta che invitiamo a questa fatica. A pochi mesi dal pellegrinaggio di Papa Francesco a Bonaria nel settembre 2013, vi abbiamo indirizzato la Lettera pastorale “Un cammino di speranza per la Sardegna” su alcuni urgenti problemi sociali e del lavoro, e da allora abbiamo continuato ad accompagnare premurosamente l’evoluzione delle tante situazioni di crisi che purtroppo periodicamente si ripresentano nelle diverse realtà industriale, agro-pastorale e in tutti gli ambiti lavorativi della nostra Regione.

Come cristiani non possiamo dimenticare che il lavoro è sempre al servizio dell’uomo e non il contrario, e che la dignità della persona umana, che passa anche dal lavoro, non è mai calpestabile. L’impegno della Settimana sociale è già iniziato in quest’anno di preparazione: anche nelle nostre diocesi si sono svolti sei incontri, con importanti contributi di persone competenti e appassionate. Esso dovrà continuare anche dopo il convegno di Cagliari.

Vogliamo aprire lo sguardo non tanto ai numeri e alle statistiche, ma alle persone, alle vite concrete, alle speranze oltre che alle delusioni, con attenzione alla dignità di ognuno e alla solidarietà, prendendo coscienza delle presenti criticità, a partire dalla allarmante situazione della disoccupazione giovanile, ma anche guardando con attenzione alle esperienze lavorative e alle buone pratiche esistenti e dando nuovo impulso a risorse come l’artigianato, l’agricoltura, il turismo, per contribuire a trovare nuove strade e proporre all’intera società italiana una direzione di marcia che porti a superare la crisi in cui essa versa da troppi anni.

Chiediamo a tutte le nostre Comunità cristiane, a tutte le persone di buona volontà e in particolare a chi ha doveri istituzionali, di aprirsi concretamente a questo impegno e di accompagnare con responsabilità, nella preghiera e nella riflessione, la Settimana Sociale dei cattolici italiani, perché anche la nostra Chiesa di Sardegna, collaborando responsabilmente al progetto originale di Dio Creatore (Gn. 2,6ss), concorra a realizzare il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale.

Affidando questo nostro cammino di ricerca e di rinnovamento all’intercessione di Nostra Signora di Bonaria e dei nostri Santi, chiediamo per ciascuno e per ogni famiglia la benedizione del Signore.

 

Cagliari, 4 ottobre 2017

Festa di S. Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia.

 

I Vescovi della Sardegna

Monsignor Miglio continuerà il suo servizio per altri due anni

A poco più di due mesi dal compimento dei 75 anni di età, la Nunziatura Apostolica ha comunicato a monsignor Arrigo Miglio che il Santo Padre Francesco ha prorogato per altri due anni il suo mandato come Arcivescovo di Cagliari.

Come previsto dal Codice di diritto canonico, l’Arcivescovo aveva puntualmente provveduto a consegnare le proprie dimissioni nello stesso pomeriggio del suo compleanno. Conseguentemente alla decisione pontificia, il pastore della diocesi di Cagliari e presidente della Conferenza episcopale sarda, potrà così continuare, con immutato impegno, il cammino intrapreso negli anni precedenti, certo della generosa e fattiva collaborazione di tutte le componenti della comunità diocesana.

 

Biografia del Presidente della Conferenza Episcopale Sarda : 

Nato a San Giorgio Canavese in provincia  di Torino, diocesi di Ivrea il 18 luglio 1942, ha frequentato il Seminario vescovile dal 1958 al 1964. Alunno poi dell’Almo Collegio Capranica a Roma dal 1964 al 1970. Licenziato in Teologia alla Pontificia università gregoriana e in Scienze bibliche presso il Pontificio istituto biblico, è stato ordinato sacerdote per il clero di Ivrea nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Canavese,  il 23 settembre 1967 da monsignor Luigi Bettazzi.

Nella diocesi di Ivrea ha espletato gli incarichi di vice-parroco al Sacro Cuore, direttore della casa dell’Ospitalità, vicario episcopale per la Carità, parroco al Santissimo Salvatore, vicario episcopale per la pastorale, parroco di Quassolo, poi di Lugnacco, rettore del Seminario, vicario generale dal gennaio 1980 ad aprile 1992.

Per diversi anni è stato docente di Sacra Scrittura nella Federazione degli studentati teologici di Torino. Con tale competenza per 15 anni è stato relatore nella Settimana biblica della Sardegna a Santulussurgiu. È stato segretario della Conferenza episcopale piemontese e presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali dei cattolici italiani fino al 2016 e membro della Commissione episcopale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. È stato assistente ecclesiastico generale dell’Associazione guide e scout cattolici italiani.

Eletto alla sede vescovile di Iglesias il 20 marzo 1992, ordinato vescovo nella cattedrale di Ivrea il 25 aprile 1992, ha preso possesso il 14 giugno 1992. Trasferito alla sede vescovile di Ivrea il 20 febbraio 1999, ha preso possesso il 25 aprile 1999. Promosso alla sede arcivescovile di Cagliari il 25 febbraio 2012, ha preso possesso il 18 aprile 2012, ha inaugurato solennemente il ministero episcopale il giorno della festa della Madonna di Bonaria. Ha ricevuto il pallio da papa Benedetto XVI il 29 giugno e il 3 settembre è eletto presidente della Conferenza episcopale sarda.

 

(Fonte: Il Portico)

Mons. Gianfranco Saba, nominato nuovo Arcivescovo di Sassari

Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi metropolitana di Sassari (Italia), presentata da S.E. Mons. Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M. Conv.

Il Papa ha nominato Arcivescovo Metropolita di Sassari (Italia) il Rev.do Mons. Gian Franco Saba, del clero della diocesi di Tempio-Ampurias, Parroco (già Rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo).

Rev.do Mons. Gian Franco Saba

Il Rev.do Mons. Gian Franco Saba è nato il 20 settembre 1968 a Olbia, in provincia di Sassari, nella diocesi di Tempio-Ampurias. Concluso il percorso del Seminario Minore diocesano, ha proseguito la sua formazione al sacerdozio per un biennio presso il Seminario Regionale Umbro e l’Istituto Teologico di Assisi e poi presso il Pontificio Seminario Regionale Sardo di Cagliari, conseguendo il Baccalaureato in Teologia presso la Facoltà Teologica della Sardegna.

Ha proseguito gli studi per la specializzazione presso l’Istituto Patristico Augustinianum di Roma, ove ha ottenuto la Licenza in Teologia e Scienze Patristiche, il Diploma in Scienze Patristiche per la ricerca e la docenza ed infine il Dottorato nella stessa disciplina. Ha frequentato, inoltre, l’ISTR dell’IC de Paris per la specializzazione in “Interculturalité Religions et Societé”. Si è iscritto anche al corso di “Sistemi di comunicazione nelle relazioni internazionali” presso la Facoltà di Lettere dell’Università per stranieri di Perugia.

È stato ordinato sacerdote il 23 ottobre 1993, incardinandosi nella diocesi di Tempio-Ampurias.

Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato Vicerettore e Rettore del Seminario Diocesano, Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Dal 1998 al 2001 è stato anche Assistente Diocesano dei Giovani di Azione Cattolica e Delegato della Commissione Presbiterale Regionale, Membro della Commissione preparatoria del Sinodo Diocesano; Assistente Diocesano e Regionale del Movimento Ecclesiale d’Impegno Culturale.

Nel 2001 è divenuto Direttore dell’Istituto Diocesano di Scienze Religiose, sviluppandolo nel 2004 in Istituto Euromediterraneo-ISR e quindi in Istituto Superiore di Scienze Religiose riconosciuto dalla Santa Sede. Ha fondato e diretto il progetto editoriale dell’Istituto, la Collana di studi e ricerche di religione e società. Dal 2004 è Docente stabile associato di Teologia Patristica nella Facoltà Teologica della Sardegna.

Nel 2008 è stato nominato Amministratore parrocchiale della parrocchia di Nuchis. Dal 2010 al 2015 è stato Rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo di Cagliari. Dal 2015 è Parroco a Sant’Antonio di Gallura. Nel 2011 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Ha prodotto numerose pubblicazioni degne di nota e contributi scientifici apparsi su riviste specializzate.

ESERCIZI SPIRITUALI SACERDOTI dal 13 al 17 febbraio 2017

ESERCIZI SPIRITUALI aperti al CLERO della SARDEGNA.

Presso la casa Pozzo di Sichar (Via dei Ginepri, 32 – loc. Capitana)

Predicatore: Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina, assistente generale di azione cattolica e resp. Del COP Centro di Orientamento Pastorale, e primo direttore del servizio nazionale di  pastorale giovanile della CEI.

(Per chi desidera può contattare Il Vicario Generale di Cagliari, Mons. Franco Puddu al cell.: 3683198778 – Email: vicario@diocesidicagliari.it)

Esercizi spirituali con i presbiteri della diocesi di Cagliari (13sr-17mt febbraio 2017)
“Essere preti a tempo pieno tra la gente per la speranza viva che è Gesù”

Lunedì 13 febbraio 2017
Introduzione: Vita da preti (1)
Essere preti significa essere uomini che hanno voglia di vivere e di orientarsi a una visione del mondo che ha Dio come creatore, che impostano la vita da credenti e che si collocano nella comunità cristiana da pastori a nome di Gesù Cristo.
Domande, sensazioni, esigenze, fotografie della nostra vita di presbiteri

Martedì 14 febbraio 2017
Mattino Chi è Gesù e chi è il prete (2)
Essere cristiani con un centro che è Gesù è anche la dimensione determinante della vita di un prete. E’ una centralità da cercare per una vita di santità e da servire per la santità dei credenti.
Lettura sinottica della vita di Gesù e del prete
Pomeriggio Contemplatori di Gesù morto e risorto, speranza dell’uomo(3)
La risurrezione di Gesù è sempre per tutti la contemplazione quotidiana da fare, da vivere, da annunciare, da ripensare per ogni nostra situazione di vita.
Lectio sui vangeli della risurrezione
Dopocena
Scambio di riflessioni pastorali sulla conversione missionaria della nostra pastorale

Mercoledì 15 febbraio 2017
Mattino Dalle speranze spente alle speranze vive (4)
Il prete è portatore di speranza: la vive in sé e la dona, la cerca per sé e la cerca con gli altri; si converte dalle speranze spente alle speranze vive
Lectio su alcuni brani della I Petri
Pomeriggio La chiamata al servizio presbiterale, a mettersi al servizio della comunione ecclesiale (5)
La qualificazione che Dio ci chiede è di essere servitori della comunione e guide della vita credente. Il compito che ci chiama alla conversione e alla fiducia.
Dopocena
Scambio di riflessioni pastorali sul mondo giovanile

Giovedì 16 febbraio 2017
Mattino: La chiamata alla vita, alla fede e al ministero (6)
La vita articolata del prete nella ricerca di una forte identità umana, cristiana e presbiterale. Il celibato come ricchezza anche antropologica
Pomeriggio L’Eucaristia tormento e gioia, sogno e speranza, del presbitero per la costruzione del Regno (7)
L’Eucaristia è la nostra ragion d’essere. Tornare a riflettere sulla sua istituzione ci aiuta ad accostarla come una grande atto di misericordia di Dio per noi e un compito nostro con Lui nei confronti dell’umanità.
Dopocena
Scambio di riflessioni pastorali sulla Amoris laetitia

Venerdì 17 febbraio 2017
Mattino Maria stella della evangelizzazione e madre del presbitero (8)
Una rinnovata devozione a Maria, vista come figliolanza e corresponsabilità nel portare gli uomini a Cristo e come esempio di maternità-paternità spirituale.
Commento ragionato di alcuni brani di vangelo che ci presentano Maria, la madre di Gesù
Se non c’è spazio per questa meditazione e c’è solo la messa conclusiva, la riflessione su Maria la faremo durante i rosari

Brevi omelie ad ogni celebrazione eucaristica. L’ultima di venerdì presieduta dall’arcivescovo

Proposta di Orario della giornata

Ore 8 Preghiera di Lodi
Colazione
Ore 9 1a Meditazione

Ore 11 Esposizione del Santissimo e adorazione personale

Ore 12 .30 pranzo

Ore 15.30 2a Meditazione

Ore 18 Celebrazione Eucaristica e recita del vespro

Ore 19.30 cena

Ore 20.30 Rosario

Ore 21 Eventuale dialogo in gruppo

Il giovedì o mercoledì al posto della adorazione, una veglia penitenziale e confessioni.