Mons. Baturi è il nuovo Segretario Generale della CEI

Papa Francesco ha nominato S.E. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. “Accogliamo questa nomina con gioia, fiducia e gratitudine al Santo Padre”, commenta il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI. “Questa mattina – aggiunge il Cardinale –, durante la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, abbiamo rinnovato il nostro ringraziamento a S.E. Mons. Stefano Russo per lo stile e lo zelo con cui ha vissuto il suo mandato. Mi piace leggere la nomina odierna come un ulteriore segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino delle nostre Chiese. A Mons. Baturi, che dividerà il suo ministero tra Cagliari e Roma, vanno la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro augurio. Lo ringraziamo già sin d’ora per lo spirito di servizio con cui ha accolto questo incarico”.

“Accolgo questa nomina come un’ulteriore chiamata a servire le Chiese che sono in Italia, delle quali la CEI è figura concreta di unità”, dichiara Mons. Baturi: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che rinnova nei miei confronti e per l’attenzione e la premura pastorale verso la Chiesa di Cagliari, di cui resterò pastore. Esprimo un grazie sincero alla Presidenza della CEI e al Consiglio Episcopale Permanente. La mia gratitudine al Presidente, Cardinale Matteo Zuppi, con cui avrò modo di condividere un servizio di comunione. Con lui desidero ringraziare i Cardinali Bagnasco e Bassetti con cui ho condiviso la mia precedente esperienza nella Segreteria Generale, come direttore dell’Ufficio giuridico e sottosegretario. Un pensiero affettuoso ai precedenti Segretari Generali: il Cardinale Betori e i Vescovi Crociata, Galantino e Russo. Consapevole dell’impegno richiesto, confido nella cordiale partecipazione di tutta la Diocesi di Cagliari, che potrà arricchirsi di un più profondo inserimento nel cammino della Chiesa in Italia.”

Note biografiche

Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi è nato il 21 marzo 1964 a Catania. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania, il Baccalaureato in Teologia presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania e successivamente la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1993, è stato parroco di Valcorrente, frazione di Belpasso (Catania) dal 1997 al 2010 ed Economo Diocesano (1999-2008). È stato, inoltre, Vicario Episcopale per gli Affari Economici. È Cappellano di Sua Santità dal 2006 e Canonico Maggiore del Capitolo Cattedrale di Catania dal 2012. Dal 2012 al 2019 è stato Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Giuridici e Segretario del Consiglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2015 al 2019 è stato Sotto-Segretario della CEI. Eletto alla sede arcivescovile di Cagliari il 16 novembre 2019, è stato finora Vice-presidente della Conferenza Episcopale Sarda e Vice-presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Fonte Cei

PNRR: Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale, riaperti i termini del bando

Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.

 

ALLEGATI: 

Bando Regione Sardegna

Comunicazione di proroga del termine per la presentazione delle domande

 

Il Card. Matteo Maria Zuppi è il Presidente della CEI

Papa Francesco ha nominato il Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A dare l’annuncio ai Vescovi è stato il Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che ha dato lettura della comunicazione del Santo Padre. Nella mattinata di martedì 24 maggio, i Vescovi riuniti per la loro 76ª Assemblea Generale hanno proceduto all’elezione della terna per la nomina del Presidente, secondo quanto previsto dallo Statuto (art. 26, § 1).

Il Cardinale Matteo Maria Zuppi nasce a Roma l’11 ottobre 1955, quinto di sei figli.
Nel 1973, studente al liceo Virgilio, conosce Andrea Riccardi, il fondatore di Sant’Egidio, iniziando a frequentare la Comunità e collaborando alle attività al servizio degli ultimi da essa promosse: dalle scuole popolari per i bambini emarginati delle baraccopoli romane, alle iniziative per anziani soli e non autosufficienti, per gli immigrati e i senza fissa dimora, i malati terminali e i nomadi, i disabili e i tossicodipendenti, i carcerati e le vittime dei conflitti; da quelle ecumeniche per l’unità tra i cristiani a quelle per il dialogo interreligioso, concretizzatesi negli Incontri di Assisi.
A ventidue anni, dopo la laurea in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza, con una tesi in Storia del cristianesimo, entra nel seminario della diocesi suburbicaria di Palestrina, seguendo i corsi di preparazione al sacerdozio alla Pontificia Università Lateranense, dove consegue il baccellierato in Teologia.

Ordinato presbitero per il clero di Palestrina il 9 maggio 1981 dal Vescovo Renato Spallanzani, subito dopo viene nominato vicario del parroco della Basilica romana di Santa Maria in Trastevere, Monsignor Vincenzo Paglia, succedendogli nel 2000 per dieci anni. Incardinato a Roma il 15 novembre 1988, dal 1983 al 2012 è anche rettore della chiesa di Santa Croce alla Lungara e membro del consiglio presbiterale diocesano dal 1995 al 2012. Nel secondo quinquennio come parroco a Trastevere, dal 2005 al 2010, è prefetto della terza prefettura di Roma e dal 2000 al 2012 assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio, per conto della quale è stato mediatore in Mozambico nel processo che porta alla pace dopo oltre diciassette anni di sanguinosa guerra civile.

Nel 2010 viene chiamato a guidare la parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, nella periferia orientale della città; e nel 2011 è prefetto della diciassettesima prefettura di Roma. Poco dopo, il 31 gennaio 2012 Benedetto XVI lo nomina Vescovo titolare di Villanova e Ausiliare di Roma (per il Settore Centro). Riceve l’ordinazione episcopale il successivo 14 aprile per le mani dell’allora Cardinale Vicario Agostino Vallini e sceglie come motto Gaudium Domini fortitudo vestra.

Il 27 ottobre 2015 Papa Francesco lo nomina alla sede metropolitana di Bologna e il 5 ottobre 2019 lo crea Cardinale con il Titolo di Sant’Egidio. È Membro del Dicastro per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dell’Ufficio dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

 

Fonte CEI

 

Riduzione a metà dell’aliquota IRES ex articolo 6 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 601

L’articolo 6 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 prevede una riduzione dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle società, pari alla metà di quella ordinariamente prevista (attualmente 24 per cento), applicabile sul reddito conseguito da determinati soggetti individuati dalla norma stessa in relazione ad attività caratterizzate da una marcata utilità sociale. La disposizione è stata oggetto di recenti interventi da parte del legislatore. In particolare, l’articolo 1, comma 51, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 ne prevede l’abrogazione con effetto, ai sensi del successivo comma 521 , «a decorrere dal periodo d’imposta di prima applicazione del regime agevolativo di cui al comma 52-bis», il quale a sua volta stabilisce che «Con successivi provvedimenti legislativi sono individuate misure di favore, compatibili con il diritto dell’Unione europea, nei confronti dei soggetti che svolgono con modalità non commerciali attività che realizzano finalità sociali nel rispetto dei principi di solidarietà e sussidiarietà. È assicurato il necessario coordinamento con le disposizioni del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117». Ad oggi, dunque, la predetta norma agevolativa risulta ancora in vigore. Con la presente circolare, premessa una breve illustrazione del quadro normativo di riferimento, si forniscono chiarimenti sulla portata e sull’ambito applicativo del predetto articolo 6, con particolare riguardo alle seguenti tipologie di soggetti richiamati dalla norma in relazione alle quali sono emerse le principali criticità interpretative, anche oggetto di contenzioso:

(Leggi il documento)

 

Conclusa la 74ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

La preghiera, presieduta da Papa Francesco, e il Suo dialogo con i Vescovi hanno aperto la 74ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, che si è svolta all’Ergife Palace Hotel di Roma dal 24 al 27 maggio 2021, sotto la guida del Cardinale Presidente, Gualtiero Bassetti.

I lavori dell’Assemblea hanno riguardato il tema: “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita – Per avviare un cammino sinodale”. A partire dalla relazione principale, i Vescovi si sono confrontati sia nei lavori di gruppo che nel dibattito conclusivo. Sono emerse l’urgenza e l’importanza di intraprendere come Chiesa italiana un percorso volto a rafforzare il “Noi ecclesiale”, in armonia con il cammino sinodale della Chiesa universale disegnato dal Papa. L’Assemblea non ha mancato di rivolgere lo sguardo alle sfide del Paese, provato dall’emergenza sanitaria e dalle sue ricadute sociali ed economiche.

Hanno partecipato 200 membri e 13 Vescovi emeriti.

Nel corso dei lavori si è proceduto all’elezione dei Vice Presidenti per il Nord e il Centro Italia, dei Presidenti delle dodici Commissioni Episcopali e dei membri del Consiglio per gli Affari Economici.

L’assise è stata inoltre l’occasione per un aggiornamento sulla Settimana Sociale dei cattolici italiani (Taranto, 21-24 ottobre 2021), sull’applicazione del Motu Proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus” e sui passi compiuti dopo due anni dall’approvazione delle “Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”. Si è provveduto a fare il punto sulle attività della Caritas, a livello nazionale e locale, svolte in tempo di pandemia, e ad informare sulla “Giornata per la carità del Papa”. Non è mancato un focus sull’impegno dei media della CEI (Avvenire, Tv2000, la rete radiofonica InBlu2000, l’agenzia Sir).

L’Assemblea Generale, inoltre, ha approvato la costituzione di alcuni Santi Patroni e ha dato spazio ad alcuni adempimenti di carattere giuridico-amministrativo: l’approvazione del bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2020; l’approvazione della ripartizione e dell’assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2021; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2020, dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero. Infine è stata approvata un’ulteriore erogazione straordinaria di 60 milioni di euro destinata alle Diocesi per far fronte all’emergenza Covid-19.

 

In dialogo con Papa Francesco

L’incontro con Papa Francesco ha aperto i lavori della 74ª Assemblea Generale, che ha visto riuniti i Vescovi italiani dal 24 al 27 maggio 2021, presso l’Ergife Palace Hotel di Roma. Nel suo intervento, il Papa ha puntato l’attenzione su tre questioni: i seminari, i tribunali ecclesiastici e il “cammino sinodale”, esortando in particolare a riprendere le linee tracciate dal Convegno Ecclesiale nazionale di Firenze del 2015 e a valorizzare un percorso che parta dal basso e metta al centro il popolo di Dio. Proprio sul tema della sinodalità si è sviluppato il dialogo con i Vescovi, che hanno espresso grande apprezzamento per le parole di Francesco nella consapevolezza che il Convegno di Firenze abbia rappresentato un evento fondamentale per la vita della Chiesa in Italia, sia per l’orizzonte delineato dal discorso del Papa sia per le modalità stessa di realizzazione che lo hanno reso un esercizio concreto di sinodalità.

 

I Vescovi danno avvio al “cammino sinodale”

Al centro della riflessione dell’Assemblea è stato dunque il “cammino sinodale”, che il Cardinale Presidente, nella sua Introduzione, ha definito “quel processo necessario che permetterà alle nostre Chiese che sono in Italia di fare proprio, sempre meglio, uno stile di presenza nella storia che sia credibile e affidabile”. L’urgenza di tale cammino, condivisa dall’Assemblea, è stata ulteriormente confermata dalla decisione del Pontefice di avviare un nuovo itinerario sinodale per la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si articolerà in tre fasi, tra ottobre 2021 e ottobre 2023, passando dal livello diocesano a quello universale. Tale concomitanza richiederà una armonizzazione tra il cammino della Chiesa universale e quello della Chiesa che è in Italia, che tenga in considerazione gli eventuali Sinodi diocesani appena conclusi o ancora in corso. Se è vero che la sinodalità deve essere intesa come stile permanente della Chiesa, è altrettanto importante – è stato evidenziato – esplicitarne anche i contenuti, quali ad esempio il kerygma, la centralità della Parola di Dio come criterio di discernimento, la vita spirituale.

La sfida resta quella di costruire percorsi che diano voce alle specificità delle comunità del Paese all’interno di un più ampio “Noi ecclesiale”: in quest’ottica, appare evidente che la sinodalità debba essere considerata non in prospettiva sociologica, ma nella sua dimensione spirituale: ancora prima delle scelte procedurali, essa ha a che fare con la conversione ecclesiale, a cui richiama costantemente il Papa. È questo, dunque, l’orizzonte a cui tendere con coraggio, superando il rischio di astrazioni inconcludenti e frustranti, e impegnandosi perché la diversificazione del territorio italiano non ostacoli la possibilità di scelte condivise. Il percorso sinodale, del resto, si configura come un evento provvidenziale, in quanto risponde alla necessità odierna di dare vita ad una Chiesa più missionaria, capace di mettersi in ascolto delle domande e delle attese degli uomini e delle donne di oggi. Partire “dal basso”, così come ha sollecitato il Papa, significa ascoltare la base per poi proseguire a livelli sempre più alti, raggiungendo anche le persone lontane, che si trovano oltre i confini degli “addetti ai lavori”, toccando pure l’ambito ecumenico e interreligioso. In questo modo, in sintonia con quanto sottolineato dal Cardinale Presidente, il “cammino sinodale” potrà davvero essere garanzia di un “Noi ecclesiale” inclusivo, espressione della Chiesa “popolo di Dio”.

Infine, l’Assemblea Generale ha votato la seguente mozione: «I Vescovi italiani danno avvio, con questa Assemblea, al cammino sinodale secondo quanto indicato da Papa Francesco e proposto in una prima bozza della Carta d’intenti presentata al Santo Padre. Al tempo stesso, affidano al Consiglio Permanente il compito di costituire un gruppo di lavoro per armonizzarne temi, tempi di sviluppo e forme, tenendo conto della Nota della Segreteria del Sinodo dei Vescovi del 21 maggio 2021, della bozza della Carta d’intenti e delle riflessioni di questa Assemblea».

 

Lo sguardo alle ferite della società

A preoccupare i Vescovi italiani è la situazione socio-economica del Paese: la pandemia, oltre al fortissimo impatto sul fronte sanitario, ha avuto un’incidenza negativa sul tessuto sociale. I dati della Caritas, citati dal Cardinale Presidente, e le testimonianze dei diversi territori impongono un grande sforzo a sostegno delle famiglie, delle imprese, dei giovani e degli ultimi. In questo senso, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) può rappresentare un’opportunità di crescita per dare nuova linfa al Paese e mettere in circolo nuove risorse, a beneficio della collettività, provata dagli effetti che l’emergenza sanitaria sta provocando sull’economia, sul lavoro, sulle relazioni e anche sull’ambito ecclesiale. Il Covid, infatti, ha tolto il velo da alcune dinamiche latenti nella Chiesa italiana – fotografate da diverse indagini e statistiche – tra cui, ad esempio, la riduzione della partecipazione attiva alle celebrazioni e alla vita ecclesiale. In una società che può dirsi “scristianizzata”, tuttavia – è stato rilevato – emerge anche una domanda di Dio, non sopita ma desiderosa di essere colta. Secondo i Vescovi, questo tempo diventa allora un’occasione propizia per rinnovare la Chiesa, oltre che un punto di partenza per ogni tipo di progetto ecclesiale futuro: questo deve avere sempre al centro l’uomo, la cui dignità prescinde dalla provenienza geografica, dall’orientamento sessuale e dalle condizioni sociali. In tal senso, circa il disegno di legge recante “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, i Vescovi hanno convenuto sulla necessità di un “dialogo aperto”, auspicando una soluzione priva di ambiguità e di forzature legislative, che coniughi il rifiuto di ogni discriminazione con la libertà di espressione.

Durante i lavori, grande risonanza hanno avuto le parole del Cardinale Presidente per i migranti: di fronte alle tragedie che continuano a verificarsi nel Mediterraneo e sulla Rotta Balcanica, i Vescovi hanno ribadito che la questione va affrontata insieme, a livello europeo, e che esiste un’alternativa agli ingressi irregolari e alle morti in mare.
Negli interventi, è stata inoltre ribadita l’importanza che l’Italia ratifichi il Trattato Onu di Proibizione delle Armi Nucleari.

L’Assemblea ha rinnovato la preghiera di suffragio per le quattordici vittime della tragedia di Stresa-Mottarone e per i loro familiari, rivolgendo un pensiero affettuoso al piccolo sopravvissuto.

 

Prossimità concreta

Durante il tempo della pandemia, lo sguardo alle ferite della società si è fatto prossimità concreta: dinanzi a bisogni nuovi o presenti in modalità inedite tra i poveri e i cosiddetti “nuovi poveri”, la risposta della Chiesa è stata tempestiva e creativa. Sul fronte della carità, imponente è stato lo sforzo delle Caritas, a livello nazionale e locale, in tutte le fasi dell’emergenza. Da subito – come è stato illustrato in una comunicazione all’Assemblea – ci si è attivati per offrire assistenza e accoglienza ai senza fissa dimora; per adattare alle norme per il contenimento del contagio i servizi delle mense e degli empori della solidarietà; per fornire beni alimentari ad una platea che si è andata sempre più allargando; per venire incontro alle piccole aziende e ai lavoratori precari che non hanno potuto godere di ammortizzatori sociali, agli autonomi e agli stagionali, ai dipendenti in attesa della cassa integrazione; per garantire ai bambini, ai ragazzi e agli adolescenti la possibilità di seguire le lezioni a distanza attraverso la fornitura di device; per supportare a livello psicologico adolescenti, giovani e anziani, duramente provati dalla pandemia.

Proprio per far fronte alle conseguenze sanitarie, economiche e sociale provocate dalla pandemia e sostenere persone e famiglie in situazioni di povertà o difficoltà, enti e associazioni che operano nelle situazioni di emergenza, enti ecclesiastici (comprese le Parrocchie) in difficoltà, l’Assemblea ha approvato un’ulteriore erogazione straordinaria di 60 milioni di euro da destinare alle Diocesi. Questo nuovo contributo fa seguito a quello dello scorso anno di 200 milioni di euro. Le somme dovranno essere utilizzate entro la fine di febbraio 2022 e rendicontate alla CEI entro e non oltre il mese di aprile 2022.

 

Varie

Tribunali ecclesiastici. L’Assemblea Generale è stata aggiornata sull’applicazione del Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus. A seguito dei recenti interventi del Papa, è stata avviata una riflessione perché la prossimità non sia intesa solo in termini geografici ma come impegno delle Diocesi nel realizzare un percorso che avvicini i coniugi in crisi ai Tribunali, valorizzando l’aspetto pastorale e rendendo la giustizia canonica semplice e accessibile. Tenendo presente che il giudice nativo in quanto pastore è il vescovo, fondamentale risulta il ruolo dei Consultori familiari per l’ascolto dei fedeli separati e/o divorziati e per il sostegno nelle procedure di avvio dell’iter processuale.

Tutela dei minori. Un ulteriore aggiornamento ha riguardato il Servizio Nazionale per la tutela dei minori. A due anni dall’approvazione delle “Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”, ai Vescovi è stato condiviso il lavoro per la prevenzione degli abusi di potere, di coscienza e sessuali nelle Chiese locali e negli Istituti di vita consacrata, nelle Associazioni e nei Movimenti. In questo tempo, sono stati istituiti i 16 Servizi Regionali con 16 Coordinatori e 16 Vescovi incaricati, 219 Servizi Diocesani per la tutela dei minori e in alcune Diocesi i Centri di Ascolto. Si è avviato, cioè, un processo di sensibilizzazione e di responsabilizzazione, anche attraverso sussidi e programmi di informazione e formazione.

Adempimenti di carattere giuridico-amministrativoI Vescovi hanno provveduto, come ogni anno, ad alcuni adempimenti di carattere giuridico-amministrativo: l’approvazione del bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2020; l’approvazione della ripartizione e dell’assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2021; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2020, dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero.

Santi Patroni. L’Assemblea Generale ha approvato la costituzione di alcuni Santi Patroni: san Martino di Tours patrono del Volontariato in Italia; san Giuseppe Moscati patrono dei medici, infermieri e soccorritori del Sistema dell’Emergenza Territoriale 118 italiano, della Medicina e Chirurgia di Emergenza nazionale; san Giovanni Bosco patrono degli Ispettori del Lavoro; la Beata Vergine delle Grazie dal Ponte di Porretta Terme patrona della Pallacanestro italiana. Dovrà ora seguire la conferma della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

 

Comunicazioni e informazioni

All’Assemblea Generale sono state condivise alcune informazioni. Una prima ha riguardato la 49a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021, in presenza, pur con numeri inferiori al previsto. L’appuntamento, verso il quale le Diocesi s’incamminano con iniziative ed eventi promossi sulla base dell’Instrumentum Laboris, avrà come focus la cura del pianeta, a partire dall’analisi di alcune ferite emblematiche del Paese, come ad esempio Taranto, la Terra dei fuochi e altri dei 41 siti di interesse nazionale (i cosiddetti SIN), in cui il disastro ambientale distrugge le più elementari condizioni lavorative e di vita sociale.

Una seconda informazione ha riguardato la «Giornata per la Carità del Papa» (domenica 27 giugno), che diventa occasione per riscoprire l’importanza e il valore dell’essenziale e per dare, in un tempo così difficile, un segno di amore al Papa, sostenendo concretamente le Sue attività di magistero, di guida della Chiesa universale e di carità. Nel 2019, le Diocesi italiane hanno offerto alla Santa Sede 1.877.830,31 euro; l’importo pervenuto alla Santa Sede a titolo di can. 1271 del Codice di Diritto Canonico è stato di euro 4.026.490,00 di cui 4.000.000,00 euro dalla CEI; 21.490,00 euro dall’Arcidiocesi di Genova; 5.000,00 euro dalla Diocesi di Lamezia Terme. Anche nel 2021 i mezzi di comunicazione della Chiesa italiana (Avvenire, Tv2000, la rete radiofonica InBlu2000, l’agenzia Sir) e delle Diocesi – a partire dai settimanali diocesani associati alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) – sosterranno l’iniziativa con diverse attività.

Una terza informazione è stata dedicata all’attuazione del Motu Proprio Spiritus Domini e del Motu Proprio Antiquum Ministerium. Ai Vescovi è stato condiviso quanto predisposto dalla Segreteria Generale della CEI: un tavolo di lavoro con l’intento di conoscere la realtà delle Chiese locali. Tale conoscenza offrirà preziose indicazioni per giungere ad un testo che, preparato dagli organismi competenti della CEI e approvato dall’Assemblea, sia di orientamento comune, stabilendo l’iter formativo necessario e i criteri normativi per poter accedere a questi ministeri laicali, trovando le forme più coerenti per il servizio che costoro saranno chiamati a svolgere conformemente a quanto espresso da queste Lettere apostoliche.

Un’ultima comunicazione è stata relativa ai media della CEI (Agenzia Sir, Avvenire, Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu2000), all’impegno dato per informare e soprattutto dare voce ai territori durante l’emergenza sanitaria.

All’Assemblea Generale, infine, è stato presentato il calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 2021 – 2022. Tra le iniziative: il Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà a Matera dal 22 al 25 settembre 2022.


Adempimenti statuari

L’Assemblea ha proceduto all’elezione di due Vice Presidenti della CEI, dei membri del Consiglio per gli Affari Economici e dei Presidenti delle Commissioni Episcopali.

Sono stati eletti Vice Presidenti S.E.R. Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena – Nonantola e Vescovo di Carpi, per il Nord Italia, e S.E.R. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo di Cagliari, per il Centro Italia.

Sono stati quindi eletti i quattro membri del Consiglio per gli Affari Economici: S.E.R. Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno; S.E.R. Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e Vescovo di Palestrina; S.E.R. Mons. Rocco Pennacchio, Arcivescovo di Fermo; S.E.R. Mons. Luigi Testore, Vescovo di Acqui.

Infine sono stati eletti come Presidenti delle Commissioni Episcopali: S.E.R. Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara, Presidente della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi; S.E.R. Mons. Gianmarco Busca, Vescovo di Mantova, Presidente della Commissione Episcopale per la liturgia; S.E.R. Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia, Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute; S.E.R. Mons. Paolo Martinelli, Vescovo Ausiliare di Milano, Presidente della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata; S.E.R. Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, Presidente della Commissione Episcopale per il laicato; S.E.R. Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, Presidente della Commissione Episcopale per la famiglia, i giovani e la vita; S.E.R. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari – Bitonto e Amministratore Apostolico di Rossano – Cariati, Presidente della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese; S.E.R. Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo; S.E.R. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università; S.E.R. Mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace; S.E.R. Mons. Domenico Pompili, Vescovo di Rieti e Amministratore Apostolico “sede vacante” di Ascoli Piceno, Presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali; S.E.R. Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara – Comacchio, Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni.

 

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Nel corso dei lavori dell’Assemblea Generale, il 26 maggio si è riunito il Consiglio Episcopale Permanente che ha approvato il Regolamento applicativo concernente la concessione di contributi finanziari della CEI per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto e la pubblicazione del Messaggio per la 16ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato (1° settembre 2021), sul tema “Camminare in una vita nuova” (Rm 6,4). La transizione ecologica per la cura della vita, curato dalle Commissioni Episcopali per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e per l’ecumenismo e il dialogo.

Nella riunione del Consiglio Permanente è stato anche deciso che nei mesi iniziali del nuovo anno ci sarà un evento a Firenze, la città di Giorgio La Pira, che darà continuità al progetto dell’“Incontro di riflessione e spiritualità Mediterraneo frontiera di pace”, che si è tenuto a Bari dal 19 al 23 febbraio 2020. Questo evento coinvolgerà comunità ecclesiali e civili del Mare Nostrum.

Il Consiglio ha provveduto infine alle seguenti nomine:

– Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana (ACI): Prof. Giuseppe Notarstefano (Palermo).

– Assistente ecclesiastico nazionale del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI): Don Angelo Gonzo (Trento).

– Consigliere ecclesiastico nazionale della Confederazione Nazionale Coldiretti: Don Nicola Macculi (Lecce).

– Assistente ecclesiastico nazionale dell’Opera Assistenza Malati Impediti (OAMI): S.E.R. Mons. Gastone Simoni, Vescovo emerito di Prato.

– Coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici latino americani in Italia: Don Luis Fernando Lopez Gallego (Sonson Rionegro, Colombia).

– Presidente del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC): Dott. Luigi D’Andrea (Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela).

– Presidente nazionale femminile della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI): Sig.ra Allegra Tonnarini (Roma).

 

(Fonte CEI)

 

 

Le scuole paritarie sono esenti dall’Imu. «Non è attività commerciale»

La Commissione Tributaria del Lazio ribalta una pronuncia dell’analogo organismo provinciale di Roma. Applicato il decreto ministeriale del 2012 che prevede parametri diversi dalla totale gratuità. 

Non deve pagare l’Imu al Comune di Roma un ente religioso proprietario di un immobile che è sede di una scuola paritaria. Lo ha disposto di recente una sentenza della Commissione Tributaria del Lazio che ha ribaltato la decisione assunta due anni prima dall’organo giudicante di primo grado, la Commissione Tributaria provinciale di Roma, che si era invece pronunciata per il versamento dell’imposta.

La nuova sentenza – emessa tra l’altro da giudici togati che svolgono servizio in Cassazione (presidente Federico Sorrentino e relatore Francesco Ufilugelli) – si basa sulla corretta applicazione delle norme che regolano l’intricata materia dopo i correttivi introdotti nell’ordinamento italiano al tempo del governo Monti, per armonizzazre il nostro sistema di esenzioni alla normativa comunitaria.

In particolare i giudici hanno ritenuto applicabile l’articolo 4 comma 3 lettera c del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 200 del 2012, che va letto in parallelo con il dettato di cui all’articolo 91-bis del decreto-legge n. 1 del 2012 dove sono state elencate le cause di esenzione. Tra queste ultime c’è appunto l’attività didattica, quando però sia svolta con «modalità non commerciali».

Ed è appunto intorno al significato di tale espressione che si è incentrato il contenzioso nei due gradi fin qui espletati di giudizio (in realtà si potrebbe ancora ricorrere alla Cassazione, ma al momento non è dato sapere se il Comune di Roma lo farà). Secondo l’interpretazione data dai primi giudici dalla Commissione Tributaria della Provincia di Roma sulla base di alcune sentenze della Suprema Corte, il carattere commerciale di una attività è da escludere solo nel caso in cui l’attività stessa sia svolta in modo del tutto gratuito. Elemento che non ricorre nel caso in questione dato che gli alunni della scuola paritaria pagano una retta.

La Commissione Regionale, invece, facendo leva sulla lettura del già ricordato decreto ministeriale 200/2012 («lo svolgimento di attività didattiche si ritiene effettuato con modalità non commerciali se l’attività è svolta a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio, tenuto anche conto conto dell’assenza di relazione con lo stesso»), ha stabilito l’applicabilità dell’esenzione.

In base alla documentazione fornita dalla scuola paritaria risulta, infatti, che la retta pagata dagli allievi è di 1.900 euro annui, e quindi significativamente inferiore rispetto al costo medio per studente pubblicato dal Miur che ammonta a 5.739,17 euro (nella prassi valida anche per altre attività la frazione presa in considerazione per sancire l’esenzione deve inferiore alla metà del costo complessivo).

«La questione – sottolinea Francesco Nania, esperto di diritto tributario e di Imu che ha difeso l’ente religioso nella suddetta vertenza – assume particolare rilevanza poiché molti comuni in questo inizio 2021 hanno notificato avvisi di accertamento per l’Imu proprio a carico di Enti religiosi che svolgono, con modalità non commerciali, attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, ritenute dai Comuni (senza alcun fondamento) non meritevoli di esenzione. Al contrario, i principi enunciati con questa sentenza aprono scenari favorevoli agli enti non profit, dato che molte commissioni tributarie, in base all’orientamento della Cassazione hanno finora disconosciuto la valenza del regolamento di cui al decreto ministeriale 200/2012».

 

(FONTE AVVENIRE)

Comunicazione circa il Decreto Legge del 18 dicembre

Rispondendo alle richieste di chiarimento dei colleghi giornalisti legate al Decreto-Legge del 18 dicembre 2020, il Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, comunica quanto segue:

Il Decreto-Legge n. 172, contenente ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19, introduce – come ormai noto – alcune limitazioni agli spostamenti durante il periodo natalizio, dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio 2021 si applicano le misure previste per le cosiddette “zone rosse”, elencate all’art. 3 del DPCM dello scorso 3 dicembre. Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 si applicano, invece, le misure previste per le cosiddette “zone arancioni”, elencate all’art. 2 del DPCM dello scorso 3 dicembre.

Nella situazione disegnata dal Decreto-Legge non ci sono cambiamenti circa la visita ai luoghi di culto e le celebrazioni: entrambe sono sempre permesse, in condizioni di sicurezza e nella piena osservanza delle norme.

La Segreteria Generale della CEI ricorda quanto indicato dal Consiglio Episcopale Permanente nel comunicato finale della sessione straordinaria del 1° dicembre: “Sarà cura dei Vescovi suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno. Per la Messa nella notte sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto ‘coprifuoco’”, cioè entro le 22.

Durante i giorni di “zona rossa” si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione per velocizzare le eventuali operazioni di controllo. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini”.

Durante i giorni di “zona arancione” i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 km.

I Vescovi esortano, soprattutto in queste giornate, a non dimenticare e ad accompagnare tutte le persone, che comunicano le loro fatiche, le loro speranze, chiedendo preghiere e aiuti materiali e spirituali. “Nel silenzio delle tante ferite che incidono profondamente sul corpo, nell’anima e nello spirito, sappiamo per fede che sta per fare capolino la voce dell’angelo, che porterà la notizia attesa da sempre: ‘Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore’”.

 

 

Mons. Baturi nuovo delegato dell’Osservatorio Giuridico Regionale

Dopo i tre mesi di forzata e doverosa interruzione dei propri incontri periodici, la Conferenza Episcopale Sarda si è ritrovata per una prolungata riunione nei giorni 19-20 maggio. Molte le questioni affrontate, dalle modalità con le quali si è gestita l’emergenza da Coronavirus e il relativo impatto sulla vita e sulle attività ordinarie della Chiesa, ad alcune questioni riguardanti il Seminario Regionale e la Facoltà Teologica della Sardegna, alla riassegnazione delle Deleghe vescovili e ad alcune scelte pastorali per il prossimo futuro.

Nella sua relazione introduttiva, il presidente S.E. Monsignor Antonello Mura, ha fatto una breve sintesi sui mesi appena trascorsi di forzata quarantena e conseguente interruzione dei sacramenti e delle altre attività pastorali. I sacerdoti, insieme ai catechisti, hanno saputo mettere in campo fantasia e uso intelligente dei social sia per la diffusione delle celebrazioni a porte chiuse, sia per mantenere vivo il rapporto educativo con il mondo dei ragazzi e con il servizio della parola agi adulti. Anche la Sardegna, sebbene con numeri ridotti ma pur sempre devastanti, ha pagato il suo prezzo di contagi e di vite umane e continuerà a pagare a caro prezzo le conseguenze devastanti sull’economia e sul versante della produzione e del lavoro. Aspetti, che i Vescovi affrontano con particolare attenzione e preoccupazione insieme alle proprie comunità. In questo tempo di chiusura e di restrizioni delle attività, ha avuto per contro uno straordinario slancio l’azione della Caritas in tutte le Diocesi sarde in termini di interventi e di prossimità con le fasce più povere della società. Si può dire che alla mancanza del culto si è risposto con un surplus di sostegno a persone e famiglie, grazie anche alla straordinaria generosità di enti, esercizi commerciali, produttori e singoli cittadini. E se i temi economici e delle nuove povertà hanno avuto e avranno la necessaria preminenza, non meno delicata e determinante, per i Vescovi, è la questione educativa dei fanciulli e dei ragazzi. Sarà cura della Chiesa sarda, in accordo con le Autorità competenti, predisporre appositi protocolli sanitari per far vivere in sicurezza progetti e iniziative estive rivolte ai ragazzi.

Sono state individuate due iniziative per dare risalto a questo periodo di passaggio a una lenta ripresa delle attività istituzionali della Chiesa.

Martedì 2 giugno, alle ore 11, nella Basilica di Bonaria tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale Sarda concelebreranno una Santa Messa (trasmessa in diretta dall’emittente Videolina) per affidare alla Patrona Massima della Sardegna l’intero popolo sardo in questo momento di grande sofferenza. La celebrazione sarà anche l’occasione per un Messaggio unitario di incoraggiamento e di fiducia che i Vescovi rivolgeranno a tutta l’Isola.

I Vescovi, ancora, a nome delle rispettive diocesi, hanno deciso di destinare la somma di € 30.000,00 al centro di accoglienza “Il Gabbiano” della Comunità Padre Monti ad Oristano, come gesto di attenzione al mondo della disabilità e per dotarlo di adeguati presidi sanitari.

Altro tema affrontato è stato il protocollo d’intesa tra la RAS e la CES siglato nel 2016, e riconfermato nelle sue linee generali, con qualche ritocco, nell’incontro che si è tenuto tra la CES e il presidente Solinas lo scorso mese di dicembre. Tre i tavoli di lavoro attorno a cui si snoda la collaborazione, che si avvale anche di finanziamenti delle due parti: patrimonio e beni culturali ecclesiastici; inclusione sociale e sanità; formazione professionale, istruzione, lavoro.

Procedendo all’attribuzione delle deleghe vescovili per i diversi ambiti pastorali della ragione ecclesiastica, è risultato il seguente organigramma.

  • Monsignor Antonello Mura: Comunicazioni sociali e Insegnamento della Religione Cattolica.
  • Monsignor Giuseppe Baturi: Dottrina delle Fede, Annuncio e Catechesi; Pastorale sociale e del lavoro; Osservatorio Giuridico Regionale.
  • Monsignor Roberto Carboni: Evangelizzazione dei Popoli e Cooperazione tra le Chiese; Tutela dei minori.
  • Monsignor Gian Franco Saba: Cultura, Educazione, Scuola e Università; Ecumenismo e dialogo interreligioso.
  • Monsignor Sebastiano Sanguinetti: Liturgia e lingua sarda nella liturgia; Beni Culturali ed Edilizia di Culto; delegato per l’attuazione del protocollo d’Intesa RAS-CES
  • Monsignor Giovanni Paolo Zedda: Caritas; Migranti; Pastorale della salute; Progetto Policoro.
  • Monsignor Mauro Maria Morfino: Clero e vita consacrata, Commissione presbiterale Regionale, CISM e USMI.
  • Monsignor Corrado Melis: Apostolato dei laici; Pastorale giovanile e vocazionale; Pastorale familiare.
  • Monsignor Arrigo Miglio: Sovvenire al sostegno economico alla Chiesa. 
  • Monsignor Ignazio Sanna: Pastorale del turismo.
  • Monsignor Mosè Marcia, affiancherà Monsignor Melis con delega per la Pastorale Familiare.

Decreto sulla celebrazione della Settimana Santa in tempo di Covid-19

Considerato il rapido evolversi della pandemia da Covid-19 e tenendo conto delle osservazioni pervenute dalle Conferenze Episcopali, questa Congregazione offre un aggiornamento alle indicazioni generali e ai suggerimenti già dati ai Vescovi nel precedente decreto del 19 marzo 2020.

Dal momento che la data della Pasqua non può essere trasferita, nei paesi colpiti dalla malattia, dove sono previste restrizioni circa gli assembramenti e i movimenti delle persone, i Vescovi e i Presbiteri celebrino i riti della Settimana Santa senza concorso di popolo e in luogo adatto, evitando la concelebrazione e omettendo lo scambio della pace.

I fedeli siano avvisati dell’ora d’inizio delle celebrazioni in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni. Potranno essere di aiuto i mezzi di comunicazione telematica in diretta, non registrata. In ogni caso rimane importante dedicare un congruo tempo alla preghiera, valorizzando soprattutto la Liturgia Horarum.

Le Conferenze Episcopali e le singole diocesi non manchino di offrire sussidi per aiutare la preghiera familiare e personale.

1 – Domenica della Palme. La Commemorazione dell’Ingresso del Signore a Gerusalemme si celebri all’interno dell’edificio sacro; nelle chiese Cattedrali si adotti la seconda forma prevista dal Messale Romano, nelle chiese Parrocchiali e negli altri luoghi la terza.

2 – Messa crismale. Valutando il caso concreto nei diversi Paesi, le Conferenze Episcopali potranno dare indicazioni circa un eventuale trasferimento ad altra data.

3 – Giovedì Santo. La lavanda dei piedi, già facoltativa, si ometta. Al termine della Messa nella Cena del Signore si ometta anche la processione e il Santissimo Sacramento si custodisca nel tabernacolo. In questo giorno si concede eccezionalmente ai Presbiteri la facoltà di celebrare la Messa senza concorso di popolo, in luogo adatto.

4 – Venerdì Santo. Nella preghiera universale i Vescovi avranno cura di predisporre una speciale intenzione per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti, (cf. Missale Romanum). L’atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo celebrante.

5 – Veglia Pasquale. Si celebri esclusivamente nelle chiese Cattedrali e Parrocchiali. Per la liturgia battesimale, si mantenga solo il rinnovo delle promesse battesimali (cf. Missale Romanum).

Per i seminari, i collegi sacerdotali, i monasteri e le comunità religiose ci si attenga alle indicazioni del presente Decreto.

Le espressioni della pietà popolare e le processioni che arricchiscono i giorni della Settimana Santa e del Triduo Pasquale, a giudizio del Vescovo diocesano, potranno essere trasferite in altri giorni convenienti, ad esempio il 14 e 15 settembre.

De mandato Summi Pontificis pro hoc tantum anno 2020.

Dalla Sede della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 25 marzo 2020, solennità dell’Annunciazione del Signore.

Robert Card. Sarah
Prefetto

Coronavirus, in Sardegna firmato accordo per Cassa integrazione in deroga anche per enti di culto

“Una risposta alle richieste di sindacati e imprese che consente di dare un aiuto immediato e concreto a quei lavoratori che rischiano di pagare il prezzo più alto in questo momento di difficoltà. Nessuno deve restare indietro e noi abbiamo il dovere di intervenire per garantire un presente e un futuro di serenità a tutti i sardi”. Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando l’accordo quadro – firmato oggi a Cagliari dall’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, da Inps, sindacati, associazioni delle imprese, delle cooperative e del mondo del credito – per l’erogazione della cassa integrazione in deroga e altri interventi di sostegno al mondo del lavoro colpito dall’emergenza Covid-19.

Possono chiedere la Cigd tutti i datori di lavoro del settore privato (aziende industriali, artigiane, del terziario, comprese cooperative, datori di lavoro non imprenditori, associazioni e fondazioni), inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i propri dipendenti a cui sia stata totalmente sospesa o ridotta parzialmente la prestazione lavorativa a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.

La Regione, tramite l’assessorato del Lavoro e l’Aspal, alle lavoratrici e ai lavoratori domestici che abbiano avuto sospesa senza retribuzione la propria prestazione, garantirà un contributo una tantum a domanda individuale fino a 600 euro. Sarà poi istituito presso la Presidenza della Giunta un Coordinamento delle attività di monitoraggio delle condizioni di lavoro nelle aziende che continuano la propria attività. Gli strumenti attuativi dell’accordo saranno deliberati in Giunta tra pochi giorni.

“Questo accordo – ha sottolineato l’assessore Alessandra Zedda – attiva da parte della Regione la possibilità di dare tempestivamente le prime risposte ai lavoratori delle imprese che in Sardegna non sarebbero coperte dagli ammortizzatori ordinari. Questo ci consente di poter attivare tutte le procedure telematiche per raccogliere le richieste delle imprese nel minor tempo possibile”.